La spesa per la pubblica istruzione

Nel 2017 la spesa italiana per la pubblica istruzione ammontava a 66 miliardi di euro, leggermente meno della spesa per il pagamento degli interessi sul debito pubblico. Valutando la spesa pubblica per istruzione sia rispetto al Pil, sia rispetto alla spesa pubblica totale, l’Italia si colloca agli ultimi posti delle classifiche europee e dalla crisi del 2007-08 in poi il divario con le medie UE si sta allargando. Il problema riguarda soprattutto l’istruzione terziaria. Tenendo conto della struttura demografica della popolazione, le spese per istruzione pubblica primaria e secondaria del nostro Paese sono poco sopra alle medie UE, mentre quella per istruzione terziaria è al penultimo posto in Europa. Nonostante il recente aumento di spesa privata, la situazione per l’istruzione universitaria è in peggioramento: la spesa complessiva è calata di oltre 600 milioni tra il 2010 e il 2015. L’Italia presenta anche un numero di laureati ben minore della media UE.

In dettaglio:

La spesa pubblica italiana per istruzione in percentuale di Pil, pari al 3,8 per cento nel 2017, è ben al di sotto della media europea (4,6 per cento). L’Italia si colloca nelle ultime posizioni in Europa, seguita solamente da Bulgaria, Irlanda e Romania. Se invece si considera la spesa pubblica per istruzione in percentuale di spesa pubblica totale, l’Italia è all’ultimo posto in Europa con solo il 7,9 per cento a fronte di una media europea del 10,2 per cento.

Preoccupa anche l’andamento della spesa pubblica per istruzione. Dal 2007, infatti, la spesa per istruzione in percentuale di spesa pubblica totale è scesa di quasi due punti percentuali. Nello stesso intervallo di tempo di tempo la media UE è invece calata solo leggermente, passando dal 10,6 per cento al 10,2 per cento, il che significa che l’Italia oggi è più distante dalla media UE di quanto non lo fosse prima della crisi.

La riduzione nel peso della spesa per istruzione sul totale è avvenuto peraltro in un periodo in cui la spesa pubblica totale scendeva dell’1,3 per cento in termini reali. La spesa per istruzione scendeva ancora più rapidamente, del 9,1 per cento in termini nominali e del 19,6 al netto dell’inflazione.

Il crescente distacco con la media europea è certificato anche dal rapporto tra spesa per pubblica istruzione e Pil, in calo per l’Italia nel decennio 2007-2017 dal 4,5 al 3,8 per cento e contro un calo della media UE dal 4,9 al 4,6 per cento. Questo declino è avvenuto in modo più rapido rispetto ai cambiamenti demografici: tra il 2007 e il 2017 la quota di popolazione 3-25 anni sul totale della popolazione è calata del 2,3 per cento, mentre la spesa media per popolazione 3-25 anni in pubblica istruzione in rapporto al reddito pro capite è calata del 14,1 per cento.